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Il domicilio fiscale ai fini dell’attribuzione delle addizionali regionale e comunale

Il domicilio fiscale solitamente corrisponde alla residenza anagrafica; in alcuni casi l’amministrazione finanziaria permette al contribuente, che presenti istanza motivata, che il domicilio fiscale sia stabilito in un comune diverso da quello di residenza.

Il rigo “Domicilio fiscale al 1/1/2017” va sempre compilato indicando il domicilio alla data indicata. Se la residenza è cambiata, gli effetti della modifica cominciano dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si è verificata. Se la variazione è intervenuta dal 3 novembre 2016 è necessario indicare il domicilio precedente; se intervenuta entro il 2 novembre 2016 è necessario indicare il nuovo domicilio.

I contribuenti trasferitisi in Italia nel corso del 2017 devono indicare il domicilio fiscale nel quale hanno trasferito la residenza. Non possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel 2017 e nel 2018 non sono residenti in Italia.

Il domicilio fiscale permette di determinare la Regione e il Comune per i quali sono dovute le addizionali regionale e comunale.

Se il comune in cui si risiede il contribuente è stato istituito per fusione avvenuta nel 2016 fino al 1° gennaio 2017 compreso e ha deliberato aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef differenziate per ciascuno dei comuni estinti, è necessario compilare la casella “Fusione comuni” indicando il codice identificativo dell’ex comune (tabella “Elenco dei codici identificativi da indicare nella casella Fusione Comuni”).

Di seguito alcuni casi particolari.

Il rigo “Domicilio fiscale al 1/1/2018” va compilato solo se il comune è diverso dal quello al 1° gennaio 2017. Se la residenza è cambiata e la variazione è avvenuta al 3 novembre 2017 è necessaria l'indicazione del precedente domicilio; se invece è avvenuta entro il 2 novembre 2017 è necessario indicare il nuovo domicilio.

Il rigo non va compilato se la variazione è dovuta invece alla fusione di comuni preesistenti. Tuttavia, se il comune di residenza è stato istituito per fusione avvenuta nel 2016 o nel 2017 e il comune ha deliberato aliquote dell’addizionale comunale all’Irpef differenziate per ciascuno dei comuni estinti, il rigo va compilato e nella casella “Fusione comuni” va indicato il codice identificativo dell’ex comune come da tabella “Elenco dei codici identificativi da indicare nella casella “Fusione Comuni” del rigo “Domicilio fiscale al 1° gennaio 2018”.

Per quanto concerne il trasferimento da un municipio ad un altro nello stesso comune risultante dalla fusione di altri e se il comune ha deliberato aliquote differenziate, se il contribuente risiede in un comune fuso che ha deliberato aliquote differenziate per ciascuno dei municipi riferiti ai comuni estinti ed il municipio di residenza al 1 gennaio 2017 è diverso da quello di residenza al 1 gennaio 2018, devono essere compilati sia il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2017 che quello del domicilio fiscale al 1/1/2018.

Se il contribuente risiede in un nuovo comune risultante dal distacco di uno o più territori appartenenti ad uno o più comuni che continuano ad esistere, devono essere compilati sia il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2017 con i dati del comune originario che il rigo del domicilio fiscale al 1/1/2018 con i dati del nuovo comune. Nel rigo relativo al domicilio fiscale al 1/1/2018 non deve essere compilata la casella “Fusione Comuni”.

Per quanto riguarda l’addizionale regionale e al fine di fruire di un’aliquota agevolata, solo coloro che hanno il domicilio fiscale nel Veneto, in Basilicata e nel Lazio e si trovano in determinate condizioni relative alle addizionali regionale devono compilare la casella “Casi particolari addizionale regionale” con il codice 1. Solo i contribuenti con domicilio fiscale in Veneto e nel Lazio che richiedono l’agevolazione per se stessi devono indicare il codice 2.

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