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APE Sociale, anticipo pensionistico a costo zero

La legge di bilancio 2017 ha introdotto un’indennità, erogata dall'INPS e a carico dello Stato, per i lavoratori appartenenti a determinate categorie che abbiano compiuto 63 anni di età e non siano già titolari di pensione diretta, in Italia o all'estero.

La misura è sperimentale, sarà in vigore fino al 31 dicembre 2018 ed ha l’obiettivo di accompagnare all'età pensionabile determinati soggetti che versino in specifiche condizioni; è soggetta a dei limiti di spesa e riguarda i dipendenti pubblici, privati e i lavoratori autonomi. Ne sono esclusi i liberi professionisti iscritti presso le casse professionali.

L'indennità APE Sociale spetta quindi ai lavoratori iscritti all'Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, che si trovino nelle seguenti condizioni:

  • disoccupati che hanno finito di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione di disoccupazione. Lo stato di disoccupazione deve conseguire alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo di cui all’art. 7 della legge n. 604 del 1966;
  • soggetti che da almeno sei mesi e al momento della richiesta assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992;
  • invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;
  • dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni continuativamente una o più attività lavorative di cui all'allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 88 del 2017: operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici, conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni, conciatori di pelli, conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, conduttori di mezzi pesanti, personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni, addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti, insegnanti della scuola dell'infanzia ed educatori degli asili nido, facchini, addetti allo spostamento merci, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici. Tali attività lavorative si intendono svolte in via continuativa quando non abbiano subito interruzione nei sei anni precedenti la decorrenza dell'APE sociale per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi ed a condizione che siano state svolte nel settimo anno precedente la decorrenza dell'APE sociale per una durata almeno pari all'interruzione. Comportano l’interruzione della continuità i periodi di svolgimento di attività diverse da quelle gravose e di inoccupazione.

Per ottenere l’indennità APE sociale è necessario che i soggetti in possesso delle condizioni di legge al momento della domanda di accesso abbiano almeno 63 anni di età, 30 anni di anzianità contributiva (per i lavoratori che svolgono le attività di cui all'allegato A del DPCM l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni) e non siano titolari di alcuna pensione diretta. L’accesso al beneficio è subordinato alla cessazione dell’attività lavorativa.

L'indennità APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di accesso se a tale data sussistano i requisiti di legge; è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno fino al conseguimento della pensione di vecchiaia o di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all'età per la vecchiaia.

Per valutare se le risorse finanziarie stanziate siano sufficienti a coprire il beneficio per tutti gli aventi diritto, si procede a un monitoraggio in base alla prossimità al requisito anagrafico di vecchiaia (a parità di requisito, si considera la data di presentazione della domanda).

L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione se è inferiore a 1.500 euro oppure, se la pensione è pari o maggiore di tale importo, il sussidio sarà pari a 1.500 euro. L'importo non è rivalutato né integrato al trattamento minimo.

Per i soggetti con contribuzione versata o accreditata presso più gestioni, il calcolo della rata mensile è effettuato pro quota per ciascuna gestione in base ai periodi di iscrizione, secondo le regole previste da ciascun ordinamento e sulla base delle retribuzioni di riferimento.

L'APE sociale è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto se i relativi redditi non superino gli 8.000 euro lordi annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro lordi annui (in caso di superamento del limite, il soggetto decade dall’APE sociale e l’indennità percepita diviene indebita).

Durante il godimento dell’indennità non spetta contribuzione figurativa. L’indennità APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti. Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

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