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Bonus mobili ed elettrodomestici prorogato per il 2018.

La recente legge di bilancio ha prorogato, come lo scorso anno, la detrazione Irpef del 50% per gli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ effettuati nel 2018 e destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione (http://www.infisco.it/?p=607).

L’agevolazione fiscale in esame consente di detrarre mediante dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF) fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia rientranti tra quelli compresi nella detrazione del 50% sull'imponibile IRPEF, e va calcolata su un importo massimo complessivo di 10.000 euro, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

Il presupposto della detrazione è quindi la realizzazione di una ristrutturazione edilizia (), sia su singole unità immobiliari che su parti comuni di edifici residenziali, iniziata non prima del 1° gennaio 2017; è necessario che la data di inizio dei lavori preceda quella di acquisto dei beni ma non è fondamentale che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Per gli acquisti effettuati nel 2017, è possibile fruire della detrazione solo se la ristrutturazione è iniziata non prima del 1° gennaio 2016 (anche se poi proseguita nel 2017) e l’importo massimo di 10.000 euro deve essere valutato al netto delle spese sostenute nel 2016 per le quali si è già fruito del bonus.

Allo stesso modo, per gli acquisti effettuati nel 2018 riferiti a lavori realizzati o iniziati nel 2017 e proseguiti nel 2018, la detrazione deve essere calcolata su un importo non superiore a 10.000 euro, al netto delle spese sostenute nel 2017 per le quali si è già fruito dell’agevolazione. Il limite dei 10.000 euro riguarda la singola unità immobiliare, (comprensiva delle pertinenze) o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.

La Legge di Bilancio 2018 non ha introdotto novità sulle modalità di pagamento e la documentazione da conservare.

Per usufruire della detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Come precisato dalla circolare n. 7/2016 dell’Agenzia delle Entrate, se il pagamento è disposto con bonifico bancario o postale non è obbligatorio l’uso del bonifico soggetto a ritenuta appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.

Il pagamento può essere documentato con la ricevuta del bonifico o, se effettuato con carta, mediante ricevuta di avvenuta transazione e documentazione di addebito sul conto corrente. La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

Le stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.

I documenti da conservare sono: la ricevuta del bonifico, la ricevuta di avvenuta transazione per i pagamenti con carta di credito o di debito, la documentazione di addebito su conto corrente e le fatture di acquisto dei beni (riportanti natura, qualità e quantità di beni e servizi acquistati). Da conservare anche fatture e scontrini con il codice fiscale dell’acquirente. Se non riportanti i dati del compratore, si può fruire dell’agevolazione se c’è riconducibilità al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza dei dati della transazione (negoziante, importo, giorno di acquisto, ora).

E’ necessario conservare anche i documenti sulla classe energetica dell’elettrodomestico acquistato, se previsto l’obbligo dell’etichetta o altrimenti una dichiarazione che attesti che per il prodotto non è ancora previsto.

Tutte le informazioni sul Bonus Mobili sono contenute nella Guida Bonus Mobili pubblicata dall'Agenzia delle Entrate aggiornata a gennaio 2018.

 

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