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Fattura elettronica: nessuna sanzione ai ritardatari per i primi 6 mesi dell’anno.

L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati titolari di partita IVA scatterà dal 1° gennaio 2019 per tutte le operazioni tra soggetti aventi partita Iva, persone o imprese (Business to Business, B2B) e di soggetti con partita Iva verso consumatori (privati senza partita Iva, Business To Consumer, B2C).

Al fine di ridurre gli effetti negativi del possibile ritardo nell'adeguamento dei sistemi informatici, il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio ha previsto sei mesi senza sanzioni in caso di ritardo e la possibilità di emettere la fattura entro 10 giorni dall'operazione nonché di registrarla entro 15 giorni dall'operazione.

Il decreto fiscale contiene pertanto una misura di semplificazione: da luglio 2019 le fatture potranno essere emesse entro 10 giorni dall'operazione e non sarà più necessario emettere la fattura entro la mezzanotte del giorno in cui essa viene effettuata, salvo i casi di fatturazione differita, caso in cui quest’ultima deve essere emessa entro il 15 del mese successivo a quello delle operazioni in presenza di un documento di trasporto con i dati fiscali dell’interessato al momento in cui è effettuata l'operazione.

Per emissione si intende la procedura di invio al Sistema di Interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle Entrate, sul quale transitano tutte le fatture elettroniche.

Per i primi sei mesi non sono previste sanzioni se la fattura elettronica viene emessa in ritardo, il quale potrebbe essere causato da eventuali ritardi nell'adattamento dei sistemi informatici. Niente sanzioni per chi ritarda nell'emettere la fattura a patto che l'adempimento venga effettuato entro il termine di liquidazione dell'Imposta sul valore aggiunto di periodo. Sanzioni ridotte dell’80% infine, se la fattura rientra nella liquidazione del mese o del trimestre successivo.

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