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Bonus sicurezza per la video sorveglianza

In FiscoLa legge 208 del 2015 (articolo 1, comma 982) ha previsto agevolazioni fiscali per l’acquisto di impianti di videosorveglianza.

Gli oneri sostenuti dalle persone fisiche per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale e impianti di allarme, nonché per le spese connesse a contratti stipulati con istituti di vigilanza dirette alla prevenzione di attività̀ criminali danno diritto al riconoscimento di un credito d’imposta, da riportare nella dichiarazione modello Redditi 2018 Persone fisiche. (altro…)

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Bonus nido 1000,00 euro

In FiscoE' stato esteso il bonus di 1.000, oltre che ai bambini iscritti agli asili, anche a "forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche". Per ottenere l’agevolazione nel caso di bambini iscritti all’asilo sarà necessario conservare la ricevuta dei versamenti effettuati.

Viene innalzato il limite massimo per la detrazione del 19% delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di 2° grado del sistema di istruzione:

 

ANNO MAX DETRAIBILE
2016 € 640
2017 € 750
2018 € 800

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IRPEF: chiarimenti sull’applicazione delle detrazioni nella circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Con la circolare numero 3/E del 2 marzo del 2016, in risposta ai dubbi dei contribuenti e ai quesiti posti dai centri di assistenza fiscale (CAF), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito come verranno applicate le detrazioni IRPEF relativamente all'anno di imposta 2015.

Il bonus mobili rappresenta una detrazione pari al 50%, con un tetto massimo di spesa fino a 10mila euro, per arredi ed elettrodomestici destinati a immobili oggetto di ristrutturazione edilizia agevolata.

Per quanto riguarda il risparmio energetico, uno dei principali quesiti riguardanti le detrazioni IRPEF per le ristrutturazioni edilizie si collega alla possibilità di utilizzare il bonus mobili qualora l’opera di ristrutturazione sull’appartamento sia data dalla sostituzione della caldaia: il Fisco precisa che è qualificabile come intervento di manutenzione straordinaria idoneo alla detrazione del 50% e pertanto rientra nel bonus arredi.

Nessuna agevolazione, spetta invece per la sostituzione della vasca da bagno con una ad entrata facilitata o box doccia e per la sostituzione dei sanitari, trattandosi di interventi di manutenzione ordinaria: la detrazione é infatti applicabile soltanto alla manutenzione straordinaria e non si puó applicare il criterio dell’eliminazione delle barriere architettoniche. E’ invece possibile fruire della detrazione nel caso in cui la sostituzione dei sanitari sia correlata ad interventi maggiori per i quali compete la detrazione d’imposta, ad esempio il rifacimento integrale di impianti idraulici del bagno con innovazione di materiali che comporti anche la sostituzione dei sanitari.

La detrazione del 20% applicabile all’acquisto di immobili da destinare all’affitto, eseguiti dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, ha un limite di spesa di 300mila euro per ogni contribuente e nel corso dell’intero periodo agevolato. Nel caso in cui lo stesso contribuente acquisti più immobili da destinare alla locazione, può applicare la deduzione fino a un massimo di 300mila euro.

Sempre per gli immobili da destinare all’affitto, la deduzione del 20% sugli interessi del mutuo si applica agli interessi pagati e non a quelli maturati nell’anno di imposta, per l’intera durata del mutuo senza il limite degli 8 anni previsto per la deduzione sull’acquisto; questa deduzione si aggiunge ed è cumulabile a quella prevista sul prezzo d’acquisto, rispettando lo stesso limite di spesa dei 300mila euro. Di conseguenza sono completamente agevolati gli interessi sui mutui per un importo complessivo inferiore a 300mila euro; per gli immobili più cari, si applica la deduzione agli interessi ridotti proporzionalmente.

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IRPEF IN GENERALE E NOVITÀ 2016

L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è stata istituita con la riforma del sistema tributario del 1974 ed è disciplinata dal D.P.R. n. 917/86, Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). E’ un’imposta diretta e a carattere personale, progressiva (per scaglioni, ai quali si applicano aliquote crescenti, http://www.infisco.it/?p=113) e generale.

I soggetti passivi IRPEF, disciplinati dall’art. 2 del TUIR, sono:

- le persone fisiche residenti (assoggettate ad imposizione anche per i redditi prodotti all’estero secondo il principio del world-wide taxation principle) e non residenti nel territorio dello Stato (assoggettate a tassazione per i soli redditi prodotti nel territorio dello Stato, secondo il principio del source taxation principle).
Si considera residente nel territorio italiano il soggetto che per la maggior parte del periodo di imposta risulti iscritto nell’anagrafe comunale della popolazione residente e abbia domicilio o residenza nel territorio italiano; sono considerati residenti, salvo si provi il contrario, anche i cittadini italiani cancellati dall’anagrafe suddetta ed emigrati in Paesi con un regime fiscale privilegiato (i cosiddetti paradisi fiscali).

- pur non essendo soggetti passivi, rientrano nella disciplina IRPEF le società di persone e gli altri enti assimilati i cui redditi sono imputati, in base al principio di trasparenza, direttamente ai soci (soggetti passivi d’imposta): la società presenta la dichiarazione dei redditi, ma sono tenuti a pagare l'imposta i soci, soggetti passivi IRPEF, in base alla quota di partecipazione agli utili prodotti dalla società stessa; tale disciplina è oggi utilizzata anche per le società di capitali, i cui soci, ricorrendone le condizioni, abbiano adottato la cosiddetta «tassazione per trasparenza».

Il presupposto dell’imposta è il possesso di redditi, in denaro o in natura, rientranti nelle categorie espressamente previste dal legislatore (art. 6 del TUIR): redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d’impresa e redditi diversi.

La base imponibile è costituita dal reddito complessivo dei soggetti passivi, ovvero dalla somma dei redditi derivanti da lavoro dipendente, autonomo, di pensione, di impresa individuale e di professione prodotti dal soggetto passivo nel periodo d’imposta, cioè nell’anno solare. La somma algebrica di tutti i redditi di categoria determina il reddito complessivo, il cui ammontare consente di individuare l’aliquota per determinare l’imposta; il reddito imponibile viene frazionato e assoggettato alle aliquote corrispondenti agli scaglioni in cui il reddito rientra, corrispondendo al Fisco il dovuto in funzione della relativa aliquota IRPEF.

Il periodo d’imposta per le persone fisiche coincide con l’anno solare (art. 7 del TUIR). I redditi sono imputati al periodo d’imposta secondo i criteri di cassa o di competenza: seguono il primo e contribuiscono alla formazione del reddito complessivo nel periodo di imposta in cui sono percepiti i redditi di capitale con alcune eccezioni, i redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi di lavoro autonomo e diversi, salvo alcune eccezioni; seguono, invece, il criterio di competenza economica i redditi d’impresa e i redditi fondiari.

Nella determinazione dell’IRPEF sono tassativamente previste dalla legge deduzioni e detrazioni, aventi finalità agevolativa: le deduzioni sono scomputate dalla base imponibile risultante dalla sommatoria dei redditi, mentre le detrazioni dall’ammontare dell’imposta (http://www.infisco.it/?p=297).

La riscossione avviene mediante il sistema dell’autotassazione del contribuente (autoliquidazione dell’imposta) in due versamenti: l’acconto, in data fissata entro l’anno in cui i redditi sono stati percepiti, normalmente entro il 30 novembre, e il saldo nell’anno successivo, con scadenza il 16 giugno.

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